



"LA
MEDITERRANEA"










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TEL/FAX 0836-22-4143
TOKIWA-CHO 2-4-16
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YAMAGUCHI 755-0031
JAPAN
©PRUDENTIA ET EX-LEGE®
SEZIONE STUDI LEGISLATIVI
C.S.G.I.E.
CENTRO STUDI GIURIDICI ITALIANI ALLfESTERO
con la collaborazione de:



©"LA MEDITERRANEA"®
E.I.P.I.
MCMXCII
Ente Internazionale di
Pubblica Istruzione
SCUOLA DI LINGUA E CULTURA ITALIANA
MOCEO EMILIO
Registrato al 305 Vol.
serie 1 Mod.1º ai sensi della legge del 1º gennaio 1948 Art.33/34 Costituzione
della Repubblica Italiana Rappresentato ed assistito ad istanza come in atti
presso la Corte di Appello e Tribunale Europeo.
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http://www.la-mediterranea.jp
E-Mail: info@la-mediterranea.jp
Moceo
Emilio, nato a Palermo,
traduttore e interprete, è il direttore e redattore di gSonda Estera Newsh il giornale/notiziario
per i diritti dei cittadini. E' Presidente della
Scuola di Lingua e Cultura Italiana "La Mediterranea" Giappone. E'
autore e corrispondente di: Italiano, sensi e sfumature nascosti, e in
letteratura inglese della University of
Cambridge, ha insegnato in varie scuole ed ha partecipato in varie conferenze.
E' scrittore e narratore di rubriche e novelle ed ha
lavorato come technical writer per le sezioni di giurisprudenza e diritti. Vive
in Giappone da molti anni dove si dedica a varie
attività per la rappresentanza culturale italiana. E'
Direttore Artistico dell'Opera Lirica Italiana e dell'Arte Culinaria Italiana.
E' stato scelto come miglior Professore dell'anno 1996 dalla Prefettura di
Yamaguchi, Ministero della Pubblica Istruzione (Giappone)
registro n.946. Il Presidente, prof. Moceo Emilio registrato al 305 Vol.
serie 1 Mod.1º ai sensi della legge del 1º gennaio 1948 Art.33/34 (Costituzione
della Repubblica Italiana) rappresentato ed assistito ad istanza come in atti
presso la Corte di Appello e Tribunale Europeo, dà il benvenuto a tutti i
soggetti di tutte le nazionalità.
MESSAGGIO
La lingua italiana ha assunto grande importanza internazionale nella vita quotidiana di tutti i popoli. Per la promozione della nostra cultura, scienza e industria, per l'amicizia e la cooperazione internazionale è d'urgenza richiesto lo sviluppo e l'abilità di comunicare. "La Mediterranea" scuola di lingua e cultura italiana conduce sotto autorizzazione del proprio presidente con la collaborazione dei Ministeri della pubblica Istruzione l'educazione della scienza, lingua e cultura un programma obbiettivo di insegnare e di esaminare l'abilità di una persona a parlare, leggere e scrivere la lingua italiana.
INTRODUZIONE
Le parole d'oggi sono spesso
figlie illeggittime della superficialità del mondo moderno. Basta poco per legittimarle: un giornale, la televisione, un libro. Ed eccole diventare
subito a tutti gli effetti, parole degne di essere "adottate" dal
dizionario. Eppure, un tempo poche parole riuscivano a
superare indenni l'esame rigoroso dei filologi, i quali, concedevano "il
via libera" soltanto dopo averne accertato la legittima paternità e la
reale provenienza. Avvertivano comunque e sempre dei limiti d'uso concedendo ad
alcune parole di essere usate "con giudizio", ad altre infine,
concedevano un uso oltremodo limitato. E' vero che in linea
di massima ogni lingua è "meticcia" per costituzione. Il
latino è per il 50% costituito di parole greche, il francese è pieno di
latinismi, l'inglese è ricco di parole latine, francesi, italiane e così via.
Ma ciò che conta è la capacità di una lingua di assorbire i vocaboli stranieri
senza esserne sconvolta, perchè è "sì potente" che i vocaboli
"attaccati" non la disordinano, ma, ella
disordina loro. Secoli di studi filologi e di indagine puriste cercarono invano
di creare una lingua legale grammaticalmente codificata e lottarono duramente
per evitare "l'imbarbarimento" della lingua.
Il linguaggio stretto in una sorta di immobilità, seguiva schemi preordinati e
fissi, respingendo "l'imbastardimento" della
lingua viva. Al mondo informe e caotico di una lingua in perpetua evoluzione, il pedante purista sceglieva il mondo terso e puro dei
cristalli. Una lingua "cristallizzata" vive solo nell'ambiente
sterilizzato della letteratura. Combatteva per non
essere contaminata dai virus della praticità e della
semplificazione. La lingua italiana è sempre esistita "sulla carta".
Nata come lingua letteraria, modellata su alcuni autori considerati
fondamentali, la lingua italiana è da secoli di grande importanza
internazionale. Le parole come un delirio di potenza svilupparono a dismisura i significati e duplicarono
all'infinito i settori di competenza. Il trionfo del traslato permise che il linguaggio diventasse maggiormente popolare non
attraverso una maggior comprensione, ma, attraverso la perdita di identità
delle parole. L'uso indistinto, permetteva "all'incolto" di
utilizzare senza biasimo le parole nelle eccezioni improprie del linguaggio figurato. Inoltre, permetteva al " pigro" di semplificare il discorso facendo sì
che egli potesse utilizzare un numero minore di parole per designare un'area
più vasta di significati. Sono almeno più di duecento anni che non si fà più
stretta lezione di purismo, e, ci si limita a fornire brevi consigli
grammaticali. La purezza della lingua tormentava
letterati e poeti che continuavano a confrontarsi o a scontrarsi con il
passato.
Era la continua lotta
tra la tradizione e l'innovazione, tra i classici e i moderni. Non è frutto quindi di una cultura retriva una corretta
visione del problema della lingua, nè può essere considerato
reazionario un indirizzo maggiormente tradizionale che cerchi di conciliare
lingua viva e lingua letteraria, uso e purezza, neologismo e arcaismo. Senza
arrivare agli estremi di un "proibizionismo"
linguistico, lo Stato dovrebbe esercitare un tiepido controllo della lingua
favorendone allo stesso tempo il naturale arricchimento. La scuola che dovrebbe
esercitare un purismo moderato finisce spesso per
adbicare al suo compito. E quello che potrebbe essere un
filtro necessario a mantenere la lingua su binari accettabili diventerebbe
ideologicamente scomodo. L'Italia ha drasticamente risolto il
problema eliminandolo alla radice. La scuola ha cessato di fare della politica linguistica a favore semplicemente della
politica. Però, la scelta di un insegnamento
sperimentale della lingua in contrapposizione ai vecchi metodi coercivi di
insegnamento, favorisce sì lo spirito libertario del discente, ma lo conduce
anche alla frantumazione delle strutture cognitive. Chi
scrive male pensa necessariamente male. E' la grammatica! La base stessa
dell'esistenza di Dio. Bisogna anche riconoscere che il
mondo moderno attraverso lo sviluppo costante della tecnica, ha costretto il
linguaggio a continue e incessanti mutazioni. Mancando le strutture di
controllo, venendo meno agli insegnamenti scolastici, essendo quasi nulli gli apporti
letterari, chi potrebbe e in base a quale autorità, fornire precise indicazioni
linguistiche o almeno estemporeanei consigli? L'italiano e una lingua che si
evolve così velocemente da costringere i linguisti a
introdurre in modo affrettato i neologismi nei dizionari e poi sopprimerli. Ma
i dizionari sono ancora i custodi della lingua? Un tempo le parole erano scelte con cura e non sempre
accettate.
Oggi invece un
dizionario raccoglie in genere tutte le parole senza alcuna pretesa selettiva e
le espone all'incauto consultatore come sugli scaffali di un grande
supermercato. E come poi naturale, viene scelta non la parola migliore e più
appropriata, ma, quella che costa meno fatica o è più pubblicizzata dai media. E' se non ci fosse più chi
fornisce la chiave di lettura, in base a che principio sarà individuato il
significato proprio di un termine, le possibili sfumature e i senzi
nascosti? La parola non viene più sezionata per scoprirvi all'interno la radice
dell'essere o la desinenza del divenire, ma, viene lasciata intrappolata nel discorso.
Non è più la parola, secondo la sua etimologia a determinare il
significato, ma è il contesto! Questo terribile livellatore linguistico che và
sempre verso il basso, ha reso tutte le parole simili
e intercambiabili affrancando qualsiasi significato. E' il
contesto che redime e santifica le impurità, trasformando i significati
'figurabili' in significati 'figurati'. Come si può pretendere di capire le
differenze se si insegna che non esistono differenze. Se si arriva anche al
punto di temere che persino delle pure affermazioni grammaticali possano favorire
l'intolleranza e il razzismo? Se è vero che
"tutti gli uomini sono uguali" è altrettanto vero che "non tutte
le parole sono uguali davanti agli uomini" e sopratutto, "non tutte
le parole li rendono uguali allo stesso modo". L'alternativa verità-menzogna
non è risolvibile con un'analisi interna dello spessore morale di ciascuna
parola. Colui che giudica, deve fare spesso violenza alla logica scegliendo non
quello che è giusto, bensì, quello che appare più giusto, anzi, è proprio il
fascino delle parole che incanta il giudice-ascoltatore e fa sì che quella che
può sembrare una parola banale sulla bocca di uno, possa diventare una molla
scatenante che libera un'altro.
COMMENTO
Dopo aver messo da parte il precedente discorso volutamente metaforico, in omaggio
alla moderna consuetudine, cercherò di spiegare le motivazioni che hanno
portato alla nascita di questa scuola. Gli ultimi "linguaioli" sono
stati relegati in qualche museo universitario come testimonianza di uomini
primordiali, legati ancora alle leggi primitive della
grammatica. La "lingua dei padroni" è diventata la "lingua degli
schiavi". Poi non esistono più errori. Mancando
la certezza del diritto vengono anche meno le sue violazioni. L'uso libera dall'abuso. Secondo me per sciogliere un dubbio bisogna avere due certezze. La prima
dell'esistenza di una doppia verità o perlomeno di una doppia possibilità di
verità. La seconda, della sicurezza che questa verità
può essere individuata dalle parole stesse, cioè, dallo stesso
giudice-imputato. Siamo in un epoca di transizione
nella quale le nuove generazioni ormai "descolarizzate" convivono con
gli ultimi difensori della lingua italiana. Ogni possibile dubbio viene
trattato come una malattia rara di cui non si conosce la cura. Ogni suggerimento o consiglio non garantisce di curare la malattia.
Però, come nel trattamento omeopatico, scatena una piccola reazione che
potrebbe portare alla guarigione. La creazione di anticorpi, quella che in un
linguaggio meno metaforico si potrebbe chiamare semplicemente "instillazione
del dubbio", deve riportare il soggetto ad una graduale coscienza dei
propri limiti. Non è certo un paradosso; più
regredisce l'ignoranza, più si comprendono i propri limiti. E' ormai accettato
da tutti che l'italiano stia trasformandosi in una lingua più maneggevole,
esempio: semplificazione delle forme, abbandono del passato remoto, declino del
congiuntivo, preferenza di costruzioni nominali più che verbali, folla di
forestierismi e anglicismi. Tutto questo sarebbe anche accettabile se corrispondesse
a una necessità della lingua e non a una necessità di
alcuni fruitori. Se la scelta è comunque e sempre verso il
basso, è ovvio che per adeguare la lingua alle esigenze delle masse, bisogna
necessariamente distruggere tutta l'aristocrazia grammaticale. Esistono anche demagoghi
nel campo linguistico; essi fanno credere agli incolti che le differenze stiano
solo nelle parole e il paradiso sia un diverso modo di
chiamare la terra promessa. Ma allora perchè questa scuola?
Questa è una scuola da chì, per il suo tipo di lavoro,
è sottoposto a continui dubbi linguistici, da chì stà cercando di accendere una
fiammella in attesa che scoppi veramente l'incendio. E' sopratutto una scuola
di speranza, a riportare la lingua italiana nella sua dignità.
A tutti quelli che non mi
conoscono ed a tutti quelli che avranno il piacere di
conoscermi, per il rispetto della mia Patria, lingua e cultura, porgo i più
fervidi saluti a voi tutti.
Il Presidente prof. Moceo Emilio.
Tutti i diritti sono riservati. Vietata
la copia in tutta la sua integrità.
Proprietà de gLa Mediterraneah
Copyright © 2002
LA SCUOLA
"La Mediterranea" Scuola di Lingua e Cultura Italiana, è un luogo che gli studenti di molte nazionalità, frequentano
prevalentemente il mattino. Le Aule ospitali, munite di attrezzature
scolastiche adeguate, i corsi didattici sempre interessanti, l'atmosfera che
rende un posto ideale per lo studio Legislativo e Linguistico, seguito da:
Studio per il Canto Lirico, Organo Elettronico, Arte Culinaria, Interpreti,
Scuola Alberghiera, Corsi di Pianoforte, Servizio Ristoranti, Coreografia,
Internet, Stampa, Corsi di lingua Inglese e Giapponese, Concerti Teatrali, Atti
Teatrali, Coreografia e Poligrafia. "La Mediterranea" è infatti, la sede
deputata della «Scuola-Giustizia». Robusta educazione
scolastica del più ampio partito degli appassionati di leggi Nazionali ed
Internazionali. "La Mediterranea", insomma, passa per scuola ideale
per «veri appassionati». È vero: le altre scuole cercano di imitarla ma non hanno le caratteristiche e la docenza didattica e
soprattutto l'esperienza o forse lo hanno in parte. "La Mediterranea"
è sempre stata considerata la scuola più intima, la più colta. Forse anche per
la circostanza che, per far parte ed entrarci, bisogna
vestire in modo decente. Proprietà Privata, lfingresso è a lungo presidiato da
impiegati che hanno una sorta di gentilezza esclusiva.
Il solo fatto di entrare nell'elegante antro, è per
molti, una sorta di Status Symbol. La barriera della lingua
è stata superata dal tipo di una speciale formula di insegnamento
didattico-linguistico-legislativo tutto particolare, che ha reso meno
problematico le strutture cognitive, che, la Lingua Italiana, difficile e
complessa com'è, (anche nellfuso burocratese) era ed è pur sempre una sfida che
ancora esiste in altre scuole d'insegnamento. Per solleticare lfanimus
didattico e per l'apprendimendo della Lingua Italiana,
"La Mediterranea" ha messo a disposizione le strutture per il più
semplice e rapido metodo d'insegnamento della lingua italiana e della Lingua
Inglese mai effettuato da qualsiasi altra scuola. I lievi momenti di imbarazzo
che perseguitano gli studenti giapponesi spariscono, appunto perchè "La
Mediterranea" ha un modo speciale per farli
sparire. In questo risolve tutto con professionalità e il posto di
controllo passa dal lato dello studente. Una volta entrati ci si perde in
migliaia di affetti, tutela e protezione, che, "La Mediterranea",
rende disponibili stante lfesperienza, dove oltre all'apprendimento scolastico,
mantiene di un solenne rispetto e senso di riservatezza. Gli studenti più
temerari vanno fino in fondo, specialmente dopo che si consente i vari pranzi a
disposizione, a tal punto di studiare fino a sera
tardi. "La Mediterranea" è una scuola mozzafiato da dove è possibile
spaziare nell'atmosfera più elegante, cordiale e riservata, facendo sentire
ciascun studente, una stella pulsante in mezzo ad
altre della stessa classe e grado. Una vera lussuria
insomma.